La vita in rete #SalviamoElisa

Un Like per una vita #SalviamoElisa

#SalviamoElisa è il tag che parla di lei, dietro queste semplici parole, una storia disperata e di speranza.

Negli scorsi giorni ho avuto modo di leggere un articolo su “La Stampa” , col tag #SalviamoElisa, che mi ha davvero colpito ed emozionato. Raccontava la storia di una bimba, di nome Elisa e dei suoi gravi problemi di salute.

La piccola, così piccola e nel frattempo così forte, non ha un nome importante, quindi, purtroppo, non è deputata a fare breccia nei cuori dei naviganti in rete.

Si è però mossa una macchina da guerra virtuale per aiutarla, il mondo di chi sul web esiste e conta.

Racconto questa storia con grande orgoglio, dato il lavoro di coach ed il ruolo di un personaggio che, sul web, ha i suoi numeri da influencer.

Viene aperta una pagina Facebook, “Salviamo Elisa”, e le immagini da tutto il mondo iniziano ad arrivare, e lo scambio di Mi Piace e le condivisioni diventano organiche.

E l’appello dei vip, di Fiorello, con #SalviamoElisa, diventa stra virale.

Inizia a crescere anche, ringraziando Dio, il numero di donatori di midollo. Ed il centro nazionale trapianti incaricato delle ricerca di quello compatibile è pronto ad accogliere il migliore per la piccola.

E’ vero, si chiamano social, e sono una piazza spesso disordinata e poco utile, è vero, si chiamano social e nello specifico mi sembra il minimo ed un obbligo che possano e debbano essere utilizzati per il sociale. Certo, spesso non basta un like o un hashtag per salvare una vita, ma forse nel caso di Elisa sì. Utilizzare i propri followers, likers, contatti in rete per diffondere un appello così urgente e disperato, proprio perché anche solo una persona può fare la differenza, è segno che dietro ad una tastiera continua a battere un cuore e pulsare una vena.

Quello che il mondo virtuale ha fatto è stato un gesto semplice: condividere il messaggio #Salviamo Elisa, partecipando alla corsa contro il tempo per trovare un donatore compatibile. È il lato bello del web: in rete si fa quello che si fa in piazza, al bar, con i colleghi. C’è spazio per il divertimento e per chiacchierata tra amici, per lo scherzo e per le confidenze, per il cazzeggio e per le cose serie.

Ecco, questa è una cosa seria, utile. Ed io ho l’obbligo di accodarmi e condividere insieme agli altri questo appello, avendo il privilegio di poter arrivare a migliaia di persone.


#SalviamoElisa

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