Notti magiche, inseguendo un gol!

Chi non ricorda il mitico jingle di “Notti Magiche, inseguendo un gol,” di Italia 90?

Quello che è successo una quindicina di giorni fa tra il marchio IKEA ed i tifosi italiani ha confermato un pensiero che ho ormai da parecchio tempo; il calcio si è spostato dal bar, suo luogo naturale, al social, la più grande vetrina virtuale!!!

Su un’onda emotiva non indifferente, infatti, quella del calcio, da tutti noi lo sport più amato e venerato quasi come una commemorazione nazionale, le aziende che presidiano i social hanno realizzato un progetto di marketing strategico semplicemente geniale.

Lo scorso 13 novembre si è disputata la partita di ritorno per la qualificazione ai mondiali di calcio del 2018 e l’Italia si è trovata al girone contro la Svezia.

Come tutti sappiamo, ahimè, la fine è stata epica e inaspettata. L’Italia, per la prima volta dopo 60 anni non è riuscita a passare le qualificazioni.

C’è ancora qualche nonno che ricorda la vittoria del 1938. I nostri genitori, in momenti amarcord, rievocano la vergogna del 1966 – «È una Corea!» – e il riscatto incompiuto del 1970, con il colpo di testa di Pelé che salta una spanna sopra Burgnich e i 6 minuti di Rivera.

Per noi che abbiamo tra i 40 e i 50 anni il primo bel ricordo pubblico – dopo i Giochi insanguinati di Monaco è il trionfo mondiale in Spagna: “El hombre del partido” riferendosi a Paolo Rossi, è stato uno slogan famosissimo e rievocativo. Otto anni dopo abbiamo consolato i nostri fratelli minori incantati e illusi dalle notti magiche di Italia ’90.

E infine, nel 2006, un un’epoca che iniziava ad aprire le porto al mondo di internet ma non ancora del tutto dei social network, abbiamo esultato con i nostri figli per la quarta Coppa vinta in Germania, battendo i tedeschi a casa loro e poi i francesi in finale.

E adesso? In una epoca ormai completamente cambiata, tecnologica, in cui anche le segnalazioni sul campo di gioco avvengono con la VAR, cioè la moviola in campo, come può essere stato accolto un evento del genere? Le nuove generazioni?? Dovranno attendere una decina di anni, un cambio completo delle rosa dei titolari della nazionale e chissà cos’altro, continuare ad assistere ad un cambiamento assoluto del mondo intorno.

Il pensiero, però, che mi ha fatto riflettere, è stato quello di vedere, nemmeno 24 ore prima dello sfacelo, un cartellone pubblicitario di IKEA, notissimo marchio Svedese di mobili, oggetti e articoli per la casa, con un pubblico enorme anche in Italia, che mi ha fatto davvero sorridere e pensare.

Il messaggio, perfetto per avere un eco immediato e di impatto, diceva questo: “Per farci perdonare, la panchina a Gian Piero la diamo noi”. Semplicemente geniale!!

Ikea, uno dei simboli della Svezia è stata presa di mira sui social dopo la sfida con l’Italia per la qualificazione ai mondiali. E l’azienda è partita in contropiede: alla vigilia della sfida ha ricordato l’accusa del “biscotto” formulata dopo il pareggio strategico con la Danimarca che eliminò gli azzurri all’Europeo 2004. Poi, dopo aver raggiunto la qualificazione, un nuovo passaggio con la foto di una panchina e la dedica a Ventura.

La mia idea di fondo è, quindi, che il calcio davvero ha cambiato indirizzo e si è spostato dal bar al social e le aziende che presidiano i social se ne avvantaggiano. IKEA avrà visto una impennata delle sue vendite grazie alla sua propaganda sul pezzo.

Non mi resta che dire, avanti marketing strategico, avanti creatività delle agenzie di comunicazione, anche a discapito di qualche lacrima italiana!!!

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