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Non esisteranno più i lavori di una volta!!

Come tutte le crisi anche questa finirà con una rivoluzione: la “rivoluzione digitale”.

Ma partiamo dal principio!
Sono ormai anni che i dati negativi riguardanti la disoccupazione giovanile aumentano a vista d’occhio in Italia come anche in Europa e che la crisi non sembra retrocedere di un millimetro: va da sé quindi che la percezione comune è che il mercato del lavoro stenterà a riprendersi.

Ma il problema è la mancanza di lavoro o forse la mancata richiesta della “vecchia tipologia di lavoro”? Quello che sta emergendo infatti è la richiesta di nuove opportunità lavorative legate al mondo digital e social.

Parlando di crisi e andando a ritroso nel tempo arriviamo al 1929, che ricordiamo essere stato l’anno di una delle più brutte crisi della storia: crolli in borsa, aziende in fallimento, banche nei guai ed, inevitabilmente, disoccupazione!

Vi parlo di quel periodo perché mi ha colpito in particolar modo com’è finita quella crisi. E non parlo delle scelte politiche che non mi interessa analizzare, ma della grande spinta al lavoro dovuta alla rivoluzione industriale e dell’interpretazione positiva da parte di chi l’ha vissuta.

Infatti appena si parla di “rivoluzione industriale” viene subito in mente anche l’accezione negativa del fenomeno: esemplare il film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, in cui il grande attore interpretava il ruolo dell’operaio in una catena di montaggio ed esternava quanto quest’ultima esasperasse il suo giudizio a causa della ripetizione delle azioni che rendevano le persone alienate e alla stregua di automi.​​

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Tornando ai nostri giorni, è palese osservare come il mondo digital e social stanno caratterizzando la nuova rivoluzione in grado di creare milioni di posti di lavoro, lavori di cui neanche percepiamo il bisogno: il digital coach, il digital strategist, il social media manager… professioni non ancora regolamentate che molte ricerche già oggi danno per attività in ascesa sia come richiesta da parte delle aziende sia come retribuzione.
E sicuramente abbiamo ben presente tutti i moniti da parte di chi male interpreta il mondo digital e social parlando di generazione lobotomizzata da smartphone e tablet, la mancanza di comunicazione e alienazione dei giovani.

E dunque, alla luce dei fatti odierni, credo si stia ripresentando la stessa situazione ciclica in cui le nuove generazioni verranno in aiuto alle vecchie.
Queste ultime verranno traghettate in un “nuovo mondo” che ha certamente le sue aree di criticità, ma che, come spesso accade, più che essere reali sono create da chi non conosce gli strumenti o da chi invece non vuole cambiare, dal classico tipo che dice: “si stava meglio quando si stava peggio” .

Nessuno sa esattamente come sarà il nostro prossimo futuro, ma la storia ci insegna che le crisi sono cicliche e che sono un punto di passaggio tra due momenti di “boom”.

E allora prepariamoci velocemente a questa nuova rivoluzione in modo da farci trovare pronti: infatti, l’onda del cambiamento va saputa cavalcare per non rimanerne travolti.

Per essere preparati lasciamo agli altri gli albi e rimbocchiamoci le maniche con la chiara consapevolezza che tutto può ancora dipendere da noi e dalla nostra buona volontà!

Sei d’accordo?! :)

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