quoziente digitale

Il quoziente digitale. Perché coltivarlo?

In un precedente articolo ti ho parlato di come integrare il QI con altre forme di intelligenza, quella empatica (QE) e quella che Daniel Goleman chiama “Intelligenza ecologica” su tutte. Ti raccontavo anche di come il Nord Europa abbia già iniziato a coltivare queste forme di intelligenza, ad esempio attraverso l’introduzione dell’ora di empatia nelle scuole, oppure l’assegnazione di premi per le aziende che attuano strategie sostenibili. Direzione questa che andrebbe presa anche in Italia, in modo da creare legami uomo-uomo e uomo-natura più solidi.

C’è però un’altra forma di intelligenza che si integra perfettamente con le altre tre: il Quoziente Digitale. Il QD non solo si integra con gli altri tipi di intelligenza, ma ne favorisce l’interazione, cioè crea una vera e propria sintesi, nella quale non sono più distinguibili le varie forma di intelligenza, perché diventano un tutt’uno, che poi, semplicemente, è l’intelligenza umana.

Perché è necessario sviluppare il Quoziente Digitale?

In un mondo in continua evoluzione come il nostro, che sta assumendo connotazioni digitali nella maggior parte dei suoi aspetti, il QD rappresenta lo strumento utile per stare al passo con i tempi. Ad esempio permette ad una madre o ad un padre di capire più a fondo il proprio figlio, che il salto digitale non ha dovuto compierlo, trovandosi direttamente al di là, nella nuova Era.

Mi viene in mente un altro esempio, quello fatto da Marco Montemagno in un suo video. Un negozio ha creato una propria App, che, non appena entri in un negozio concorrente, inizia un countdown. Se ti dirigi velocemente al loro negozio, ricevi uno sconto sul prossimo acquisto. Inoltre, più breve sarà il tempo che impiegherai per raggiungere il negozio e maggiore sarà lo sconto a cui avrai diritto.

Questo sì che è un ottimo esempio di Digital Quotient! Coinvolgere i clienti è una delle strategie più funzionali per mantenerli nel tempo e magari acquisirne altri.

Insomma oggi il QD è fondamentale, non solo per stare al passo con la velocità dei tempi e con le nuove generazioni, quelle che Paolo Ferri chiama “nativi digitali”, ma anche per incrementare le possibilità del proprio business.

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che il Quoziente Digitale, svolge un ruolo dialettico, un ruolo di raccordo sulle e con le altre forme di intelligenza, è evidente il fatto che debba essere coltivato tanto – se non maggiormente – quanto le altre intelligenze.

Sarebbe nell’interesse delle aziende, ad esempio, introdurre un’ora settimanale per coltivare il QD dei loro dipendenti. “Smartizzare” le menti dei dipendenti si tradurrebbe sicuramente in un maggiore business per l’azienda.

Insomma che tu sia un’azienda, un professionista oppure una persona comune, il Quoziente Digitale è lo strumento necessario per abbracciare in pieno la nuova Era tecnologica e per non rimanere ancorati a vecchi modi di pensare.

La domanda non è se coltiverai il tuo quoziente digitale, ma quando lo farai?!

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