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Il mondo prima dei social network

Oggi, quando pensiamo al mondo di Internet, pensiamo subito ai grandi nomi di Google e Facebook. Subito dopo, associamo la navigazione su internet soprattutto all’uso che ne facciamo, quindi agli altri social network e sempre meno al sistema di posta elettronica, che negli ultimi anni ha perso molto della sua efficacia, dal momento che esistono sistemi di comunicazione immediati e molto più diretti e meno informali.

Chi su internet ci naviga già da un po’ di anni, però, non può non sapere che questa realtà in cui ci troviamo immersi è molto recente e che prima il web era un mondo diverso, che le nuove generazioni ignorano. Prima quando? Prima della diffusione a macchia d’olio dei social network!

Per quanto riguarda Google, il più grande motore di ricerca, nasce nel 1997. Prima su internet non si trovavano ancora migliaia di notizie per ogni parola e i motori di ricerca come Yahoo, Altavista o Hotbot non erano così immediati e graficamente accessibili. Facebook, poi, non esiste da sempre ma è stato lanciato nel 2004 e solo nel 2008 è diventato popolare anche in Italia, sebbene il numero degli utenti fosse ancora basso e le funzioni limitate. Gli altri social network sono arrivati dopo e ci sono voluti anni prima che le iscrizioni aumentassero al punto da renderli un mezzo di comunicazione spesso irrinunciabile.

Non pensate però che prima su internet gli utenti non parlassero tra di loro! Tutt’altro!

Prima dell’avvento dei social, il popolo di internet si riuniva a discutere con amici o con perfetti sconosciuti sui forum e su Windows Messenger, ora incorporato a Skype, scegliendo la propria room in base agli argomenti d’interesse. Le community, quindi, sono alla base del fenomeno sociale che ha scatenato il successo prorompente della comunicazione online, dei piccoli club che in seguito sono diventati dei mondi paralleli con un numero di utenti prima mai pensabile.

La massa, in quegli anni, non vedeva di buon occhio ancora il neonato popolo degli utenti del web, ma un passo decisivo a favore della diffusione delle comunità virtuali si deve ai primi proto-social network. Mi riferisco a siti come il famoso SixDegrees del 1997, in grado di metterci in contatto con altri utenti in base al principio dei sei gradi di separazione, FriendSter, per poi passare ai veri successi, MySpace e, in misura minore, a Netlog il quale, anche se lanciato nello stesso anno di Facebook, registrava inizialmente molti più utenti dell’attuale re dei social.

Il creatore di MySpace, Tom Anderson, è stato il primo a proporre un social network di massa, su cui i meno giovani hanno ancora un account, ma non ha avuto la capacità di rispondere prontamente alle nuove esigenze dei suoi utenti, rimanendo un sistema rigido e non aperto ai continui aggiornamenti ai quali siamo ora abituati. Inoltre, MySpace presto ha iniziato ad assumere le sembianze di sito promozionale, adatto per artisti e musicisti che volessero far conoscere le proprie opere a un pubblico più vasto. Sotto queste vesti, nonostante avesse perso ormai le aspirazioni di diventare un fenomeno duraturo su scala mondiale, portò al successo alcune popstar come Lily Allen e Adele che iniziarono a muovere i primi passi proprio su MySpace.

Cosa mancava? La comunicazione aperta a tutti, al di là di precisi interessi, e la possibilità di interagire in modo sempre più dinamico con amici e conoscenti e la caratteristica che rende ancora Facebook unico nel suo genere, l’incredibile empatia che si riesce a creare con l’altro attraverso una combinazione libera di immagini, musica e parole, che spesso eliminano davvero le distanze tra le persone. Del resto, questo è l’obiettivo principale di Mark che si legge anche nella pagina iniziale. Facebook aiuta a metterti in contatto con gli altri, vicini o lontani che siano, e lo fa con un’estrema attenzione alle tue esigenze.

Roba che i frequentatori di forum e community monotematiche non erano neanche in grado di prevedere!

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