Robot

I bot rappresentano una rivoluzione, ma in che direzione?

La completa automazione è un argomento piuttosto controverso. Da un lato c’è chi vede l’utopia di un mondo dove l’umanità è libera dal lavoro manuale e può dedicarsi interamente al progresso e alla cultura. Dall’altro invece troviamo chi crede che i robot creeranno ancora maggior disparità sociale e distruggeranno il sistema economico mondiale. Il punto è che questo non è più solo un pensiero sul prossimo futuro, ma un argomento di attualità.

Oltre al sempre maggior numero di robot reali presenti nei più svariati ambiti lavorativi, ora vi è una vera e propria invasione della rete da parte di bot virtuali. Questi bot sono programmi automatici in grado di compiere milioni di volte la stessa operazione in pochissimo tempo, rendendo di gran lunga più efficienti certi processi. Basti pensare all’indicizzazione dei siti da parte di Google, che non viene effettuata da persone, ma appunto dai googlebot.

Il punto è proprio questo: i programmi automatizzati stanno aumentando in maniera esponenziale. Anche azioni che fino a poco tempo fa non venivano considerate uno svago, come mettere i like su Facebook o seguire persone su Twitter, adesso vengono effettuate sempre più spesso da bot programmati ad hoc. Questo perché in definitiva per ogni operazione che venga vista o considerata un lavoro, qualcuno sta creando o ha già creato un bot che la possa eseguire in totale autonomia.

Dal canto mio non posso che essere in disaccordo con chi dice che i robot tolgano lavoro alle persone. Oltre ad essere un tipo di pensiero arretrato e che non tiene conto del progresso, non ha alcun reale fondamento. I bot e, più in generale, i robot non si costruiscono certo da soli (almeno non ancora) e quindi ci deve sempre essere qualcuno dietro che li progetti, li programmi e li realizzi. Rudy Bandiera, sempre aggiornato sulle nuove tecnologie e i loro futuri sviluppi, dà la sua personale opinione sull’argomento in questo video. È opportuno distinguere fra quando le macchine fanno il lavoro al posto nostro e quando prendono il nostro posto.

Anche nel caso in cui la tecnologia rendesse possibile creare i cervelli positronici immaginati da Isaac Asimov, massimo autore di fantascienza mai esistito per quanto riguarda l’argomento robot, si verranno a creare di conseguenza nuove figure professionali, come quella del robopsicologo sempre descritta dall’autore. Oltre a questo bisogna considerare che con un cambio radicale dei sistemi di produzione e del lavoro in generale, ci sarà una rivoluzione del sistema economico tale da stravolgere gli attuali concetti di occupazione e reddito.

Per questo le paure e le preoccupazioni suscitate dai bot sono ingiustificate, o meglio mal indirizzate. Non sono né il mondo né la tecnologia a doversi fermare, siamo noi e la società che dobbiamo adeguarci a loro e, prima lo faremo, prima potremo goderne tutti i vantaggi.

Sei pronto ad affrontare questa rivoluzione? :)

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