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Gli algoritmi ingannevoli del Marketplace

Come lavora l’algoritmo del nuovo mercato digitale di Facebook, il Marketplace? Possiamo fidarci?

 

E’ da ormai un mese che possiedo l’applicazione Marketplace sul mio profilo Facebook e per sfizio sono andato a cercare alcuni prodotti per vedere come lavorava.

Ho voluto mettere alla prova gli algoritmi utilizzati fino ad ora per comprenderne meglio le dinamiche. Ho quindi fatto una semplice ricerca; ho cercato uno scooter usato e delle moto.

Per i successivi 5-6 giorni la vetrina del mercato digitale ha fatto comparire in evidenza scooter, motorini e, dopo qualche giorno, ha iniziato a mettere delle macchine di vario importo e modello, facendomi osservare la carrellata di tutti quelli disponibili e con i relativi prezzi, e fin qui tutto regolare.

E’ abbastanza chiaro che se Facebook ha deciso di creare una vetrina è perché ha usato un algoritmo, che noi non conosciamo ancora ma che stiamo iniziando a comprendere. Per esempio, la mia vetrina sarà probabilmente messa a disposizione, con le mie proposte, non soltanto a tutto il mondo di Facebook ma anche a chi è in target, ai miei amici e contatti del profilo e della pagina, raggiungendo  la Fan page o gli amici degli amici e tutte le persone che hanno fiducia in me e che possono essere, quindi, indotti all’acquisto proprio perché mi conoscono.

Immagino che ad oggi Zuckerberg stia ancora tarando l’algoritmo al fine di vendere alle persone più vicine e immagino anche che, prima o poi, diventerà un servizio a pagamento.

Facebook mi da la possibilità di vendere un’auto a 20.000 euro e soprattutto consente che io lo faccia anche in soli 10 minuti. Proprio per questo motivo nel post precedente vi ho parlato del ruolo di ipermercato che a breve diventerà la vendita on line di Facebook, il negozio digitale più grande al mondo.

Spiegavo anche come sarà sempre più difficile trovare la concorrenza per questo servizio perché il social possiede una enorme quantità di soldi – perché ce ne vogliono davvero tanti- per dotarsi di una piattaforma del genere.

Facebook ha soldi e informazioni. Oggi certamente c’è un problema non ancora risolto, perché nella mia vetrina, insieme alle macchine ha messo…udite bene… anche mutande da donna. Considerandolo un acquisto scontato per le mie esigenze?  Ma  detto tra noi, chi venderebbe le proprie mutande usate a 20 euro?? Di sicuro non le ho mai cercate o fatto ricerche che possano aver portato ad una indicizzazione di questi “prodotti”.

Ma peggio di peggio, vedo in vendita un cane. Esatto, un cane!!! e non un cucciolo ma un cane di molti anni!! ma come si fa !?! :(

Come si fa a pensare di vendere il proprio cane? E soprattutto perché facebook lo ha detto a me? Di sicuro le mutande da donna e il cane messe tra le macchine mi sembrano assolutamente non azzeccate dall’algoritmo. Epic fail! Probabilmente è una falla che verrà sistemata dal sistema.

Un’altra valutazione del mercato digitale riguarda l’area dei pagamenti, perché Facebook si accorgerà abbastanza facilmente e presto del fatto che tutti si mettono d’accordo sulle modalità di pagamento, potrebbe quindi, visto che Facebook è Banca da circa 3 anni decidere di adottare una moneta propria tipo facecoin.

Ho quindi deciso che a breve farò anche io questo test, mettendo della roba in vendita e chiedendo poi a i miei amici se e cosa hanno visto nella mia bacheca di vendite.

Indicizzazione casuale, almeno per ora!! Ma non facciamoci ingannare 😉

 

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