Formazione vs apprendimento? È ora di rovesciare questa piramide!!

E’ questa l’affermazione con cui ho concluso il mio speach una decina di giorni quando fa ho partecipato alla nuova edizione di #Learning360, al Teatro Manzoni di Milano.

Un evento pensato per tutto il panorama italiano del Mondo del Digital.
Più di 20 relatori, me compreso, hanno partecipato con uno speach, per un giorno davvero unico e formativo.
Lo scenario della giornata è stato un teatro pieno da 1000 posti, con partecipanti di vario genere: professionisti, giovani studenti, social media manager, curiosi.

Al Learning360 ci siamo incontrati per dare origine a un’esperienza di crescita personale e professionale, di opportunità di networking e di generazione di contatti.
Il mio intervento ha avuto come tema, ovviamente, la formazione!

In un mondo enorme di opportunità la si può pensare sia in senso generale che in quello più pratico e particolare, da applicare ogni giorno.
Il mio pensiero è quello che, in linea di massima, a pochi piaccia sentirsi dire che si devono formare ma che, in realtà, a tutti piace apprendere.

Quindi, quando le aziende, le scuole, i Comuni parlano di formazione, possono sempre essere messe in difficoltà da un atteggiamento di non apertura da parte di chi deve imparare.
Ci si apre solo nel momento in cui ci si rende conto che c’è una libera volontà di apprendimento,  spontanea volontà!
I social e il mondo digital in generale, però, stanno contribuendo ad un vero e proprio cambiamento, anche nel mondo della formazione, tramite l’utilizzo dei digital device, che stanno rivoluzionando il nostro modo di fare apprendimento e che, ormai sempre più, sono alla portata degli utenti, utilizzati come più si preferisce, nel posto in cui si decide di farlo e per la quantità di tempo prescelto.

La nostra epoca storica, infatti, può iniziare ad immaginare gli smartphone come una vera e propria bacchetta magica per fare molteplici ed utili cose, compresa la semplificazione della formazione, compreso l’apprendimento.
Iniziamo, quindi, ad abbattere gli stereotipi a cui ci siamo abituati e a pensare non più alla formazione, immaginata come un imbuto, in cui dall’alto di un docente le informazioni transitano al basso di un discente, ma ad una idea di apprendimento, dal basso di chi deve imparare, verso l’alto che è disponibile a dare ciò che viene richiesto, nel momento che viene richiesto e nel modo in cui se ne vuole usufruire!

Commenti