consulente finanziario digitale

Consulente finanziario digitale: un alleato, non un nemico!

Quella digitale è senza dubbio la rivoluzione del nostro secolo: ordinare scarpe da negozi online, pagare bollette con un’app dello smartphone comodamente dal divano, persone che condividono un viaggio con BlaBlaCar piuttosto che acquistare un biglietto del treno, etc.

Serpeggia una paura però, la paura che la tecnologia toglierà lavoro all’uomo, rendendo obsolete sempre più categorie lavorative.

Il Financial Times ha stilato una lista di professioni che nel breve periodo potrebbero essere sostituite da dei surrogati digitali. Tra queste c’è quella del consulente finanziario.

Effettivamente sul web stanno crescendo siti che, sulla base di algoritmi specifici, forniscono previsioni e consigli ai risparmiatori. Senza contare che già nel 2013 è stato stimato che più di 10.000 consulenti finanziari abbiano abbandonato il loro settore a causa del cambio di normativa, più rigida, con previsioni più difficili e guadagni minori.

Insomma, nel giro dei prossimi dieci anni la consulenza finanziaria digitale potrebbe coinvolgere cinque trilioni di utenti.

Quindi, da un certo punto di vista questa paura è lecita, perché il progresso tecnologico ha fatto – e sta facendo – non passi avanti, ma salti in grande stile. Però si tende a scordare che la tecnologia è un prodotto dell’uomo e, in quanto tale, non può sostituirlo, nel senso ampio del termine.

Mi viene in mente – riviene, visto che ne ho parlato anche in un altro articolo – una citazione di uno dei più grandi innovatori del secolo scorso, Albert Einstein: “Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno”.

Le macchine, i siti o gli algoritmi – come in questo caso – possono compiere azioni, ma non possono riflettere su quelle stesse azioni, perché sarà l’uomo che fornirà loro quel tipo di input, ricevendo in cambio un output come risposta, e non un “non ci siamo, dammi la tastiera, faccio da me”.

Inoltre l’uomo avrà sempre dalla sua parte la componente emotiva, empatica che lo distinguerà dalla macchina, la cosa che davvero farà sempre la differenza e che distinguerà l’Uomo dai Bot è certamente la gestione emotiva del Cliente.

Se vuoi fare un investimento, magari puoi anche provare con questo famigerato algoritmo, però non ti darà altro oltre alla previsione in sè. Un consulente finanziario in carne ed ossa invece può consigliarti, può esprimerti le sue perplessità e le sue idee, capisce al volo sul volto dell’altro la paura, la perplessità, il dubbio, la soddisfazione ed altro ancora facendo del rapporto di affari qualcosa di meno freddo e più umano.

Il punto è che non si deve scegliere fra due direzioni, la tecnologia o il ripudio della tecnologia. Quello che è auspicabile è la sintesi del meglio che può dare l’essere umano e del meglio che può fornire la tecnologia. La sintesi di empatia e calcolo razionale.

Quindi la tecnologia non va temuta, va fatta diventare un potente alleato.

Ricorda che niente potrà sostituire l’uomo e la donna che in qualsiasi professione sapranno fare due cose: cavalcare l’onda tecnologica e Amare.

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