bufale web

Bufale web: sai che qualcuno ci guadagna?

Il tema delle “bufale web”, le false notizie che circolano online a velocità impressionante, spesso attraverso i social, è ormai noto. Ne ho parlato anch’io in un precedente articolo, nel quale evidenziavo i rischi che corri, in termini di credibilità, condividendole nella convinzione che si tratti di eventi reali.
Anche Mark Zuckerberg, il papà di Facebook, ha deciso di gestirle in un modo inusuale e perfino una personalità come Papa Francesco, già nel 2014, ha definito la disinformazione uno dei più grandi “peccati dei media”.

C’è qualcosa, però, che non tutti conoscono sulla questione delle bufale. Ti sei mai chiesto chi le crea e dà il via all’infernale meccanismo della diffusione virale?
Certo, a volte sono talmente ridicole, con assurdi allarmismi e notizie tanto astruse, da sembrare semplicemente colossali beffe a danno degli internauti distratti. È facile quindi immaginare che a crearle siano gruppi di ragazzotti goliardici e perditempo, che cadono dalla sedia dalle risate osservando quanti utenti cliccano le loro finte news.

Può capitare che qualcuno magari si diverta così, ma la realtà è, in genere, ben diversa. Decisamente meno spiritosa e più torbida.
Un recente articolo di uno dei principali quotidiani italiani ha messo in luce un incredibile business, scoperto da alcuni esperti in materia di bufale e mistificazioni varie: un’unica società controlla svariati siti web attraverso i quali vengono veicolate le false notizie, riuscendo a lucrare sul fenomeno.

Ma in che modo, mi chiederai, è possibile guadagnare con le menzogne su internet, in un momento in cui anche le più serie testate affrontano varie difficoltà?
La parola chiave è marketing, un marketing in questo caso insano e cinico. Cosa cerca un brand, un’azienda, quando posiziona i propri annunci in un sito web? Spera ovviamente che quel sito attiri tanti lettori, che vedranno le pubblicità e magari ne cliccheranno i link.
I siti di bufale godono purtroppo di un seguito impressionante. Folle di utenti che si precipitano a leggere notizie sconvolgenti su temi quali l’immigrazione, la politica, la salute pubblica, la criminalità, senza accorgersi che si tratta di fatti completamente inventati. Così, tali pagine web pullulano di annunci pubblicitari, che saranno visionati sicuramente da un target ampio.

Ecco spiegato, in parole semplici, il giro di affari della menzogna virtuale. Attento, quindi, a cosa leggi navigando online e sui social, prima di mettere “like” o condividere: ti consiglio in particolare di prestare attenzione al link del sito. Su Facebook, ad esempio, appare piccolo, nella parte inferiore del post.
Potresti così accorgerti che alcuni siti dedicati alle bufale hanno nomi molto simili a quelli di famose testate giornalistiche: un “trucco” per far credere a un utente distratto di leggere una fonte autorevole.

Sei pronto a dichiarare guerra al business della falsa informazione? Puoi contribuire a sconfiggerlo, anche mettendo in guardia amici, familiari e conoscenti!

Commenti